Io Medea

Io, Medea

Camera di Emma. Si sente l'improvviso in Si bemolle maggiore op. 142 n. 3 di Schubert.

Emma si sveglia. Non riconosce il posto.

E' legata al letto e, terrorizzata, urla.

La musica cessa.

"Dove sono! C'è nessuno? C'è nessuno? Aiuto, aiuto!"

Uno spettacolo che parla di amore. E di tradimento. E di decisioni estreme. Per amore. Per odio. Per disperazione.

La storia di Medea, madre figlicida per vendetta di un amore che tradisce, è più attuale di quanto si pensi.

Ancora oggi ci sono donne che uccidono per amore. Che si liberano dei propri figli perché l'amore nel quale avevano creduto le ha tradite.

E utilizzano i figli (voluti, cercati, amati fino allo spasimo) per vendicare quel tradimento che non riescono ad accettare. Non avrai me. Ma non avrai nemmeno il frutto del nostro amore.  Non li avrai. E vivrai per sempre col rimorso di ciò che hai fatto. E col rimpianto. Perché hai perso tutto. Tutto...